Il primo passo di ogni percorso

Formazione

Chi impiega sistemi di intelligenza artificiale deve adottare misure che sostengano l'alfabetizzazione delle persone che li usano: è l'art. 4 del regolamento europeo, in vigore dal 27 luglio 2026. Vale anche per chi usa soltanto strumenti di terzi.

In aula ci sono i soci che seguono l'area sviluppo e intelligenza artificiale, non docenti reclutati per l'occasione: questi strumenti li usiamo ogni giorno sul nostro lavoro. Chi siamo.

L'obbligo normativo

L'art. 4 dell'AI Act, nella formulazione applicabile dal 27 luglio 2026, chiede a fornitori e deployer — chi utilizza il sistema sotto la propria autorità nell'esercizio di un'attività professionale — misure volte a sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione del proprio personale e di chiunque usi quei sistemi per loro conto, collaboratori esterni compresi, commisurate a conoscenze tecniche, esperienza, istruzione e contesto d'uso.

L'obbligo riguarda anche chi usa soltanto strumenti altrui: se in azienda si usa un assistente conversazionale per scrivere offerte, l'obbligo c'è. Si deve erogare una formazione proporzionata e lasciare documentate le misure adottate.

Le sanzioni restano competenza degli Stati membri: in Italia il quadro si definisce con i decreti delegati della legge 132/2025.

Aula di formazione in azienda: docente al proiettore, dipendenti con i laptop, esercizio in corso

I tre percorsi

Sono moduli distinti, e l'ordine consigliato è questo. La durata non è a catalogo: si commisura ai ruoli e agli strumenti che l'azienda usa davvero — è la norma a chiedere misure proporzionate — e si definisce dopo il primo incontro, con il calendario. Si tengono in azienda o a distanza, su casi portati dall'azienda: documenti veri, mail vere, problemi veri. I materiali si concordano prima e dove serve si anonimizzano.

Base — capire e usare

Per tutto il personale che usa o userà questi strumenti. Cosa sono e cosa non sono; perché sbagliano e come si riconosce un errore; come si scrive una richiesta che funziona; quali informazioni non si inseriscono mai; come si verifica un risultato prima di firmarlo.

Normativo — usare in regola

Per chi ha responsabilità su processi, dati e persone. Il quadro degli obblighi — AI Act, legge 132/2025, GDPR — nella misura che serve a chi decide; il perimetro di ciò che l'azienda può fare; la politica d'uso interna, che al termine del modulo esiste come documento e non come intenzione. Dove il committente lo preferisce, il modulo si tiene con il suo legale.

Avanzato — integrare nei processi

Per chi guida l'adozione. Dall'uso individuale a quello organizzato: quali attività conviene automatizzare e quali no, come si scrivono istruzioni riutilizzabili, come si misura se un automatismo funziona, cosa serve perché un agente lavori sui dati aziendali. È il modulo che prepara il terreno ai sistemi.

Cosa resta all'azienda, alla fine del corso

Chi adempie a un obbligo di questo tipo ha bisogno di due cose: la competenza e la documentazione delle misure adottate. Consegniamo entrambe, la seconda in forma esibibile.

Attestati nominativiper ciascun partecipante, con contenuti, durata e data
Registro delle presenzefirmato, con il programma effettivamente svolto
Test di verifica con esitisomministrati a fine modulo e archiviati
Materiale di consultazionedispense e schede operative, in formato aperto
Politica d'uso internaredatta insieme durante il modulo normativo
Relazione sulle misure adottatequali misure, per chi, con quale criterio di proporzionalità

Per gli studi professionali

Per architetti, ingegneri, avvocati e commercialisti c'è un obbligo in più: la legge 132/2025 ammette l'intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali solo come strumento di supporto — giudizio e responsabilità restano al professionista — e impone di informare il cliente sull'uso che se ne fa. Il modulo per gli studi tratta il punto per intero, informativa compresa: la consegniamo anche noi.

Per le amministrazioni

I percorsi per gli enti sono ripensati, non adattati: gli esempi vengono dal lavoro amministrativo — istruttorie, pareri, atti, corrispondenza con i cittadini — e il quadro normativo include il binario specifico del settore pubblico. Il resto è nella pagina per le pubbliche amministrazioni.

Come si comincia

Con una telefonata o un incontro, per capire tre cose: quante persone useranno questi strumenti e con quali ruoli, quali strumenti sono già in casa, se esiste una politica d'uso. Da lì proponiamo percorso, preventivo e calendario. Non serve preparare niente: i riferimenti sono nei contatti.

La formazione del personale è in molti casi finanziabile con i fondi interprofessionali a cui l'azienda già versa. Se ne parla al primo incontro, perché cambia il modo di impostare il calendario.